sabato 25 febbraio 2023

"Chin chin chidori" (ちんちん千鳥), Cip cip fanno i pivieri



Cip cip fanno i pivieri (ちんちん千鳥/ chin chin chidori)

Testo: Kitahara Hakushū, Musica: Konoe Hidemaro

1921

Cip cip fanno i pivieri nella notte,
nella notte.
Anche chiudendo la porta a vetri, fa ancora freddo,
fa ancora freddo.

Cip cip fanno i pivieri, e il loro canto,
il loro canto
Anche spegnendo la lampada, ancora non smette,
ancora non smette.

Cip cip fanno i pivieri, ma non hanno dei genitori?
Il vento notturno soffia e corre sul fiume
sul fiume.

Cip cip fanno i pivieri, ma non vanno a dormire?
La prima stella del mattino si sta accendendo velocemente.

Testo originale e trascrizione

ちんちん千鳥の 啼く夜さは        chinchin chidori no naku yosa wa
啼く夜さは                                        naku yosa wa
硝子戸しめても まだ寒い           garasudo shimetemo mada samui
まだ寒い                                           mada samui

ちんちん千鳥の 啼く声は          chinchin chidori no nakugoe wa
啼く声は                                          nakugoe wa
燈を消しても まだ消えぬ          akari wo keshite mo mada kienu
まだ消えぬ                                      mada kienu

ちんちん千鳥は 親ないか          chinchin chidori wa oya nai ka
夜風に吹かれて 川の上              yokaze ni fukarete kawa no ue
川の上                                              kawa no ue

ちんちん千鳥よ お寝らぬか      chinchin chidori yo oyoranu ka
夜明の明星が 早や白む              yoake no myoujou ga yaha shiramu



Protagonisti della canzone sono i pivieri con il loro canto notturno. 

Cosa vuol dire "ma non hanno dei genitori"?

Il cinguettio del piviere è simile al suono "chi", che di solito sembra ripetuto in coppie (chichi, chichi...). Da qui l'idea, presente anche in altri testi, che l'uccello sia alla ricerca del padre (chichi 父 in ɡiapponese) che continua a chiamare quasi disperatamente.

mercoledì 15 febbraio 2023

"Kono michi" (この道), Questa strada

Questa strada (この道 / kono michi)

Testo: Kitahara Hakushū, Musica: Yamada Kōsaku

1926

Questa strada l'ho già fatta...
Ah, ma certo!
ci sono le acacie in fiore.

Quella collina l'ho già vista...
Ah, ma certo!
Ecco, è quella con l'orologio bianco!

Questa strada l'ho già fatta...
Ah, ma certo!
L'ho percorsa in carrozza con mia madre!

Quella nuvola l'ho già vista.
Ah, ma certo!
Anche i rami del biancospino si stanno curvando.

Testo originale e trascrizione

この道はいつかきた道            kono michi wa itsuka kita michi
ああ そうだよ                         aa, soudayo
あかしやの花が咲いてる        akashiya no hana ga saiteru

あの丘はいつか見た丘            ano oka wa itsuka mita oka
ああ そうだよ                         aa, soudayo
ほら 白い時計台だよ               hora shiroi tokeidai da yo

この道はいつかきた道            kono michi wa itsuka kita michi
ああ そうだよ                         aa, soudayo
お母さまと馬車で行ったよ     okaasama to masha de okonatta yo

あの雲いつか見た雲            ano kumo wa itsuka mita kumo

ああ そうだよ                          aa, soudayo
山査子の枝も垂れてる            sanzashi no eda mo tareteru


In Ventiquattro Occhi ti Tsuboi Sakae questa canzone viene solo nominata fra le tante imparate dai bambini durante le lezioni della maestra, rientrando fra quelle inserite all'interno dei libri per le scuole elementari.

Si tratta in realtà di una poesia scritta da Kitahara in cui il paesaggio che vede camminando, un po' come la famosa madeleine proustiana, fa affiorare continuamente ricordi del passato.

Il testo è stato scritto pensando a un viaggio verso l'Hokkaido con gli amici, ma su questo ricordo si affastellano quelli di altri momenti della sua vita, come ad esempio il viaggio in carrozza (cioè un mezzo di trasporto trainato da cavalli, non pensiamo alle carrozze europee) con la madre verso la casa di famiglia nella prefettura di Kumamoto. 


Qui lo spartito preso dalle pagine di un libro giapponese della Zen-on.

mercoledì 18 gennaio 2023

"Awate tokoya" (あわて床屋), Il barbiere confuso

Il barbiere confuso (あわて床屋 - Awate tokoya)
Testo: Kitahara Hakushū, Musica: Yamada Kōsaku
1923

Con l'arrivo della primavera in anticipo, fra i giunchi sulla riva del fiume
i granchi aprirono un negozio da barbiere.
ZAC ZAC ZAC 
Il granchio giovane scioglieva il sapone fra mille bolle,
mentre l'anziano faceva schioccare le forbici, tutto fiero.
ZAC ZAC ZAC
Venne come cliente un coniglio
"Presto, barba e capelli in fretta!"
ZAC ZAC ZAC
Il coniglio era impaziente e il granchio si agitò
"Veloce, veloce", i clienti aumentavano.
ZAC ZAC ZAC
Le orecchie, sempre in mezzo, continuavano a saltellare
e lui, ancora più confuso, ZAC, ne tagliò uno.
ZAC ZAC ZAC
Il coniglio si arrabbiò, e il granchio fece una figuraccia,
e non avendo altra soluzione, scappò nella sua tana.
ZAC ZAC ZAC
E non avendo altra soluzione, scappò nella sua tana.
ZAC ZAC ZAC



Testo originale e trascrizione

春は 早うから 川辺の葦に                        haru wa hayau kara kawabe no ashi ni
カニが店出し 床屋でござる                        kani ga mise dashi tokoya degozaru
チョッキン チョッキン チョッキンナ    chokkin chokkin chokkinna

小ガニぶつぶつ 石鹸をとかし                    kogani butsubutsu shabon wo tokashi
おやじ自慢で はさみを鳴らす                    oyaji jiman de hasami wo narasu
チョッキン チョッキン チョッキンナ    chokkin chokkin chokkinna

そこへ 兎が お客にござる                        soko e usagi ga okyaku ni gozaru
どうぞ急いで 髪刈っておくれ                    douzo isoide kami katte okure
チョッキン チョッキン チョッキンナ    chokkin chokkin chokkinna

兎ァ 気がせく 蟹ァ あわてるし            usagi a ki ga seku kani a awateru shi
早く早くと 客ァ つめこむし                     hayaku hayaku to kyaku a tumekomu shi
チョッキン チョッキン チョッキンナ    chokkin chokkin chokkinna

じゃまなお耳は ぴょこぴょこするし        jamana omimi wa pyokopyoko suru shi
そこであわてて チョンと切り落とす        sokode awatete chon to kiriotosu
チョッキン チョッキン チョッキンナ    chokkin chokkin chokkinna

兎ァ おこるし 蟹ァ 恥ョ かくし        usagi a okoru shi kani a haji yo kakushi
しかた なくなく 穴へと逃げる                shikata naku naku ana e to nigeru
チョッキン チョッキン チョッキンナ    chokkin chokkin chokkinna

しかた なくなく 穴へと逃げる                shikata naku naku ana e to nigeru
チョッキン チョッキン チョッキンナ    chokkin chokkin chokkinna


Con questo post voglio inaugurare una piccola serie sulle canzoni presenti nel romanzo che ho tradotto recentemente, "Ventiquattro occhi" di Tsuboi Sakae. I brani costellano tutta la prima parte della narrazione, legata all'infanzia.

Nel testo bambini e la maestra vanno in spiaggia dopo la tempesta per trovare un po' di serenità in seguito alla sfuriata della proprietaria dell'emporio, e si mettono a cantare in coro questa canzone. Si tratta di uno dei brani inclusi nei libri che all'epoca venivano creati appositamente per le scuole.

giovedì 3 novembre 2022

Un grande ritorno?

 Riesumo questo vecchio blog con l'intenzione di riportare un sacco di cose che ho scoperto sul Giappone nel periodo che va dalla fine degli anni Venti al secondo dopoguerra e in cui mi sono imbattuta durante la traduzione del mio secondo libro, presto in vendita. 

Ora, siccome io sono un po' maniacale, il libro in questione è strazeppo di note, ma qui posso aggiungere le immagini!!!


martedì 26 luglio 2022

Il Terremoto, Fukushima e la fuga

Andiamo un po' con ordine e cerchiamo di ricostruire le mie vicende a partire dall'11 marzo 2011.

Essendo stata licenziata, all'ora del terremoto ero bel bella a casa che lavoravo su internet.
La mia meravigliosa stanza al quinto (in nippia, quarto nel mondo reale) piano ha iniziato a scuotersi.
Siccome non mi spaventano un granché i terremoti in Giappone, me ne stavo tutta tranquilla a continuare ciò a cui ero intenta quando, improvvisamente, ho deciso che forse sarebbe stato meglio "abbandonare la nave". Gli eventi scatenanti di questo repentino cambio d'idee sono state le cadute di tv, lettore dvd, specchio, forno elettrico.
Ho deciso che forse era meglio andar via.
Sono uscita dal mio appartamento e ho sentito ciò che mi ha spaventato di più in tutta la mia esperienza diretta di questa catastrofe. Un rumore. Ero convinta fosse il suono provocato dagli altri abitanti del palazzo che correvano giù per la scala antincendio ("ah, come si spaventano facilmente!!") evidentemente - dal suono - fatta in metallo. Ho aperto la porta della suddetta scala e ho scoperto che non solo era deserta, ma era in cemento. Ho quindi realizzato che il frastuono che sentivo altro non era che l'ascensore che veniva sbattuto contro le pareti.

sabato 2 marzo 2013

Ritorno in Norvegia.

Sono passati ben Quattordici anni da quando visitammo la Norvegia, io e mia madre.
Era il mio primo viaggio in aereo e avevo 14 anni. A metà della mia vita attuale, potremmo dire.
Stavolta è tutta una cosa diversa. L'obiettivo è l'aurora boreale e il viaggio originariamente doveva essere in Finlandia... Diciamo che questo è stato un ripiego.
Un ottimo ripiego, finora!!
Siamo partiti il 26 mattina da Roma alla volta di Oslo. Da qui siamo saltati subito su un treno per un viaggetto di sei ore e qualcosa che ci ha portati fino a Trondheim, dove ci siamo imbarcati la mattina successiva.
E ora scrivo ancora dalla nave. Quattro giorni in mare in una nave mezza passeggeri mezza merci che arriverà sino a Kirkenes domattina per poi tornare indietro verso Bergern.
Ma noi no. Noi rimaniamo a Kirkenes per poi spostarci in Finlandia sul lago Inari.
Vedremo un po' come va. Unico punto fermo per ora è l'aereo da Oslo il 9...

mercoledì 18 luglio 2012

martedì 19 giugno 2012

Chiacchiere di strada in primavera

Finalmente è giunta la primavera!
Primavera sotto di me
Non lo dico troppo forte e non mi sbilancio fino a parlare d'estate perché non vorrei mai qualcuno mi sentisse e ricominciasse a piovere senza tregua...
Beh, visto che sono a spasso da quasi un mese ormai (il ristorante dove lavoravo ha chiuso), ogni tanto riesco a vincere la mia pigrizia e me ne vado in giro. 
Gli Europei di quest'anno contribuiscono, visto che non sono dotata di tv funzionante in camera e quindi tocca andare con gli amici al pub. 
Comunque la figata del vivere qui a nord è che il sole tramonta più o meno alle dieci meno un quarto e c'è ancora luce per buoni 20-30 minuti dopo.

Cambiando decisamente e vigorosamente argomento, mi piacciono un sacco i barboni londinesi.
L'altro dì, mentre aspettavo un'amica fuori da un supermercato con la mia fida bicicletta (per la cronaca: "Marocco"), il barbone seduto lì davanti ha attaccato bottone commentando il mio velocipede e confrontandolo con il suo, circa un metro più in là.
Ovviamente io ho colto la palla al balzo e, spostatami con tutto il veicolo, mi sono seduta accanto a lui a chiacchierare durante l'attesa. 
David, si chiamava.
Veniva dalla campagna, da una zona termale.
Dopo la domanda di rito "Che ci fai qui a Londra?" seguita dalla altrettanto rituale risposta "Cerco lavoro, come tutti" il primo commento del mio interlocutore è stato: "Giusto, auguri. Ma stai attenta quando trovi il lavoro che paghino per bene le tue tasse e i contributi, guarda che è una cosa importante!"
Poi la conversazione è andata avanti ancora un po' finché la mia amica non è uscita (in realtà nonostante fossi esattamente lì davanti mi ha dovuta cercare un po' perché non si aspettava che mi fossi seduta accanto al barbone a chiacchierare) e sono dovuta andare via.

I barboni di Londra sono diversi.
Hanno un atteggiamento simpatico e interessante. La maggior parte (io parlo del centro però, eh! Poi non so più fuori com'è) è abbastanza giovane e mediamente pulita (per un barbone, eh).
 Un sacco di volte ho desiderato fermarmi a fare due chiacchiere e sono sicura che siano persone piacevoli. 
Sono sicura che dopo questo primo approccio, dopo che per la prima volta ho strappato questo telo che impedisce i contatti, me ne farò ancora parecchie, di chiacchierate.
Anche in Giappone avrei molto voluto fermarmi a parlare con in barboni (dietro casa mia era strapieno), ma lì erano palesemente troppo chiusi. Sono convinta che mi avrebbero ignorata o mi avrebbero risposto male o con ben poca fiducia. Peccato...

Qui di seguito, la sede dell'Observer dietro King's Cross Station.

The Observer

domenica 29 aprile 2012

I trasporti londinesi

Non so bene che immagine abbiamo noi dell'Inghilterra dall'Italia...
Io l'ho sempre immaginata come un posto più ricco e più organizzato dell'Italia. Più moderno.

Tutti sappiamo che insieme a Parigi è qui che è pieno di linee di metropolitana e si può andare ovunque senza uscire fuori dai tunnel sotterranei.
Poi, se si è stati prima a Parigi, dove alcune stazioni sono proprio delle opere d'arte e danno la sensazione di qualcosa nato all'epoca del metallo battuto e del vapore, Londra è proprio una delusione.
Le stazioni sono squallide e il concetto di "barriera architettonica" credo non sia mai stato introdotto in questo paese.
Ma il vero problema è il servizio. Io non credo di aver MAI trovato un servizio di trasporti pubblici così pessimo.
Vero, i mezzi sono tanti e frequenti. Verissimo e meraviglioso.
Peccato che si fermino a caso a metà tragitto (sia autobus che metro)!
Ma quando mai tutta una linea viene chiusa il fine settimana o solo la domenica - per esempio - e non ci sono autobus sostitutivi?
Mah..... non ci si può mai affidare alla metro per arrivare in tempo. Bisogna fare come a Roma, che esci almeno un'ora prima dell'appuntamento perché chissà quando beccherai l'autobus! Qui bisogna solo pregare che una parte della linea non venga chiusa o non sia rallentata...


Ahahah, sembro una vecchia che si lamenta di come si stava meglio quando si stava peggio.... Ma oh, in Giappone il ritardo del treno non esiste! Sarà che mi sono abituata male.

martedì 24 gennaio 2012

From London (che ancora deve riuscire a conquistarmi)

Mi sono trasferita di nuovo!
I miei piani prevedono una sosta di un paio d'anni in quel di Londra a tirar di abbastanza danaro per poter fuggire in Australia...
Devo dire che, almeno per un lavoro banale come la cameriera non ho avuto proprio problemi...
Sono qua da meno di due settimane e già ho due posti!!
ma la ricerca della casa è ben difficile... (;_;)

domenica 11 dicembre 2011

E quindi...

Dopo molte peripezie ho abbandonato il Giappone.
Complice Fukushima, complice il fatto che non mi è stato pagato lo stipendio, complice il fatto che non avevo trovato un nuovo sponsor...
E quindi ora, mio malgrado sono in Italia. Mio malgrado perché, diciamocelo... è troppo bello vivere all'estero! Si conoscono persone da mille paesi, si conosce un modo di pensare diverso dal proprio, ecc ecc..
E infatti sono già all'opera per fuggire di nuovo.
Ma i miei ultimi tre mesi in Giappone sono stati spettacolari!
Ovviamente ho trovato cose che avrebbero reso la mia vita molto diversa solo in quegli ultimi tre mesi, per non parlare poi delle ultime due-tre settimane!
Posso quindi dire che mi sono "riappacificata" col Giappone e i suoi peculiari abitanti.

Quindi penso di fare un paio di post con le indicazioni per questi locali/ramen-ya/negozi che ho trovato nei miei ultimi giorni Tokyoti.
Tipo lo Yakiniku-Ramen, per capirci....

lunedì 5 dicembre 2011

Trasloco

Dopo cinque gloriosi anni passati a combattere con Splinder, mi trasferisco qui su Blogspot. Tanto è cambiato e in effetti anche un trasloco virtuale mi sembra più che adeguato. Appena avrò finito di litigare con splinder e tutto sarà stato trasferito aggiornerò. Splinder: ti confesso spassionatamente che ti avevo scelto solo per le tartarughe ninja.

mercoledì 13 aprile 2011

dal sito del governo giapponese


 



平成23年3月11日に発生した東北地方太平洋沖地震による東京電力(株)福島第一原子力発電所の事故・トラブルに対するINES評価について、3月18日以降に得られた情報を踏まえ、レベル7と暫定評価しました。

ただし、放射性物質の放出量は、同じレベルのチェルノブイリ事故の1割程度です。

"La TEPCO, basandosi sulle previsioni dello scorso 18 aprile, ha innalzato il livello dei problemi alla centrale di Fukushima al livello 7.

Le radiazioni sono però pari al 10% di quelle di Cernobyl (livello 7)."



(dichiarazione ufficiale dal sito del governo)





 



 

lunedì 14 marzo 2011

News 2

Mi sono spostata a Osaka.

Non son informatissima perché è stato un lungo viaggio.

Ma posso dire con sicurezza che NON è ESPLOSA NESSUNA CENTRALE Né NESSUN REATTORE.



Non riescono a raffreddare i reattori, è questo il problema, e per questo fanno rilasci controllati ti aria.

L'esplosione dell'altro dì era la parte FUORI dal reattore.

E con ciò dormo.

domenica 13 marzo 2011

News

Dall'ambasciata:



 Rispetto all'aggiornamento di ieri sera non si registrano novita' sostanziali sulla situazione della centrale di Fukushima. E' proseguita l'evacuazione precauzionale delle aree nel raggio di 20km dalla centrale e le Autorita' giapponesi sono sempre impegnate nelle operazioni di raffreddamento del nocciolo del reattore. Si conferma che non sono al momento previsti piani di contingenza da parte dei paesi UE.



- Durante la notte e' stato possibile contattare ulteriori connazionali nelle prefetture piu' colpite dal sisma. In particolare abbiamo aperto canali di comunicazione con 18 dei 29 connazionali residenti e con 8 degli 11 connazionali non residenti la cui presenza e' stata segnalata nell'area. Tutti i 5 connazionali residenti nella prefettura di Fukushima sono stati contattai e sono in buone condizioni di salute. 



- Oggi dall'aeroporto di Narita partiranno regolarmente tre voli Alitalia per i quali non risultano disponibilita' di posti. Si sconsiglia pertanto di recarsi in aeroporto senza biglietto aereo. Per ogni evenienza e' stato istituito in Aeroporto presso i banchi Alitalia un primo presidio di personale dell'Ambasciata per l'assistenza ai connazionali affiancato, dalle ore 06:00 alle ore 17:00, da personale Alitalia per l'individuazione di soluzioni di viaggio alternative.



- I trasporti per l'aeroporto di Tokyo Narita stanno tornando alla normalita'. In particolare si segnala che e' ripreso il funzionamento del Narita Express. Il Limousine Bus Service e' stato ripristinato, ma parte escluisivamente da quattro grandi stazioni: Shinjuku Station west (ogni 15-20 minuti), Tokyo Station (ogni 30-40minuti), Tokyo City Air Terminal (ogni 15-20 minuti), Yokohama City Air Terminal (ogni 10-15 minuti).

L'autostrada per Narita e' regolarmente percorribile, fatta salva una deviazione di circa 12 km sulla strada statale, subito dopo il Rainbow Bridge, sono pertanto prevedibili significativi rallentamenti.



- Permangono difficolta' di circolazione in particolare nella rete viaria a nord di Tokyo.





L'impianto di raffreddamento del terzo reattore è ripartito.

mercoledì 16 febbraio 2011

NEVE!!

Asakusa innevata per una notte.



Il 14 febbraio notte una bufera di neve ci ha colpiti senza pietà, con mia immensa gioia.

Prima ovviamente il tempo ha ben pensato di sviarmi facendo cadere una pioggia torrenziale nel momento in cui stavo giusto giusto tornando a casa dalla stazione, poi ha aspettato che mi infilassi nel mio bel futon riscaldato e voltassi le spalle alla finestra.

È stato a quel punto che ha iniziato a nevicare come se non ci fosse un domani.

Una provvidenziale pipì mi ha fatta alzare di corsa e al mio ritorno mi ha svelato ciò che accadeva fuori a mia insaputa.

Ammetto di aver ponderato a lungo, ma alla fine mi sono vestita e sono uscita a far foto e a vedere la neve.

Per me abitante di Roma (che ha visto l'ultima nevicata seria nel 1985) è stato esaltante!

Sono uscita senza ombrello per non avere cose che mi impicciavano e ho iniziato a chiamare tutti annunciando il lieto evento!

Ho fatto una camminata fino al sensoji che era ancora illuminato:

      



Poi mi hanno spento le luci, ma il paesaggio era comunque gelidamente mozzafiato.

Quindi, visto che la scarsa luminosità non mi permetteva di sfuttare i potenti mezzi della mia macchina fotografica (sconfortante), mi sono incamminata per Nakamise dori con il tempio alle spalle.





(a me questa foto piace un sacco, checché mi si dica)

Il mio giro è quindi continuato lungo le vie secondarie di Asakusa mentre cominciavo già ad essere bagnata come un pulcino nel congelatore...

        

"natura innevata con bici"

Dopodiché ho saggiamente iniziato a dirigermi verso casa. Dopotutto la neve continuava a scendere fitta e io ero sempre più bagnata. Mi sono fatta il lungo-fiume ma poi lo ho abbandonato perché era troppo melmoso...

Sulla via di casa mi sono imbattuta in un povero poliziotto che era impegnatissimo a spalare la neve davanti al suo koban.



Purtroppo si muoveva e non sono riuscita a fotografarlo per bene... Non me la sono sentita di chiedergli di posare per me! Tanto più che ho riavuto il mio passaporto con il nuovo visto solo oggi... Se mi avesse chiesto i documenti sarei stata nei guai serissimi!

Per il piacere di grandi e piccini, ecco una panoramica della spazzatura all'angolo del mio palazzo ricoperta di neve in attesa della raccolta la mattina successiva.

Un ultimo slancio di mania per la neve mi ha spinta a salire fino all'ultimo piano per fare una bella panoramica.

     



Ero tutta speranzosa per la giornata successiva. Mi sono detta: "domattina vado a fare mille foto con la neve alla luce del giorno!!" e invece al mio risveglio un sole impietoso non solo aveva sciolto i buoni 5 cm (ma mi sa di più) di neve, ma aveva anche asciugato tutto!

Confesso di essere rimasta delusa... Ma almeno ho avuto la forza d'animo di uscire dal letto la sera!

martedì 30 novembre 2010

Karma

Ho avuto una serie di rovesci di fortuna continuati, al punto che era diventato quasi ridicolo.

Ho sinceramente pensato di aver in qualche modo accumulato del karma moooolto negativo, ma non sono ancora riuscita a capire come!

Fatto sta che a novembre ho raccolto queste sventure:

1) cancellazione delle mie vacanze e agognato ritorno in Italia per natale.

    Ho progettato queste vacanze per un anno intero, pregustando le bontà che avrei mangiato senza sosta dopo quasi 3 anni fuori... E invece nulla. Niente ferie. O meglio: "puoi andare in ferie un mese, ma non è pagato, poi"

Grazie per avermi detto che non avrei ricevuto un mese di stipendio SOLO quando l'ho chiesto esplicitamente e quando stavo per comprare comunque i biglietti!

2) incidente in bici.

    in realtà questo è successo a fine ottobre, ma non importa. Era troppo vicino alla cancellazione delle mie vacanze perché non potessi subire il colpo. Di fondo un cretino in furgone mi si è accostato e mi ha accuratamente chiuso la strada verso il marciapiede e il guard rail. Ottima mossa. Ciò mi ha fatto sbattere contro il fianco del suddetto furgone e cadere a terra in piena corsa. Olè! Ma almeno stavolta nessun danno, mica come l'anno scorso!

3) tendinite alla mano destra.

   Perché ci mancava, no?

Per una settimana mi ha fatto male il polso, quindi mi sono decisa ad andare da un dottore. Tendinite. Mi da della roba da mettere sul polso e mi dice che se continua dovremo fare le punture, comunque prognosi 6 settimane almeno. Bello. La mattina dopo un dolore lancinante al polso mi sveglia. Torno all'ospedale dove aspetto alcune ore perché era giorno di visita su appuntamento, e mi vien fatta la famosa puntura al polso (ahia) e dato un appuntamento per due settimane dopo per una seconda iniezione. Più supporto per il polso e ingiunzione di non usare la mano destra.

4) il giorno dopo mi chiudo la mano nella porta.

   Ovviamente la sinistra, quella buona. E pure di taglio. Ma il risultato è solo un'unghia attualmente ancora nera. (il dolore è stato inenarrabile, però)

5) il giorno dopo perdo il portafogli in metro.

   Dentro c'era TUTTO. Carte, documenti (soldi ben pochi, figuriamoci) Ho telefonato a tutti gli uffici oggetti smarriti della metro, sono andata da tutti gli operatori di stazione.... Mi hanno detto di ritentare il giorno dopo anche se l'ufficio era chiuso. Mi hanno dato un numero verde apposito.



Questo è stato in realtà il punto di svolta perché il giorno dopo ho ritrovato il portafogli intatto e da allora non ho avuto altre sventure. Anzi! Il mio polso sembra essere guarito (il medico c'è rimasto un po' male XD) e mi è arrivata una traduzione da fare...

venerdì 29 ottobre 2010

La bici rubata (avventura autoconclusiva)

Oggi è cominciato il tifone che a quanto pare ci vesserà fino a domenica.



Vista la pioggia, al mio risveglio ho deciso con molto senno che non era proprio il caso di andare al lavoro in bici.



Quindi, pur essendomi svegliata alle 11 e avendo una scarsa mezz'ora per prepararmi, lavarmi, preparare il pranzo e fare colazione, mi sono messa in azione con tranquillità: "anche se esco 5-10 minuti dopo tanto con la bici ci metto un attimo ad arrivare in stazione..."



Non credo di averlo mai spiegato, ma io ho due biciclette: Ziggy (tipo city bike) e Yakiniku (una graziella).



La primala uso per andare al lavoro e roba simile, l'altra per fare la spesa o andare semplicemente alla stazione.



Scendo con in mano il mio sacchetto di plastica per il sellino (da usare al ritorno) e faccio per prendere Yakiniku che NON C'È.



Inizio a guardare ovunque, ma il parcheggio del mio palazzo è grande quanto una stanza ampia, non ci sono molte possibbilità di sbagliarsi sull'assenza/presenza di una bici..



A questo punto guardo fuori, forse qualcuno l'ha spostata (e perché mai proprio la mia Yakiniku poi?!)... Nulla.



È ormai evidente che mi è stata rubata.



Mi metto a sperare che l'abbia presa una di quelle persone che prendono letteralmente in prestito le bici  (succede spesso qua che qualcuno prenda una bici per un piccolo tragitto e poi la lasci poco lontana, per esempio) e che per esempio domani sarà così gentile da restituirmela...



Intanto il tempo scorre e io non ne ho abbastanza per salire a prendere la luce dell'altra bici, quindi mi avvio a piedi con passo parecchio sostenuto: sono già quasi in ritardo!



Vicino casa mia c'è un posto di polizia. Lungo la strada ho rimuginato parecchio se fosse il caso di fermarmi a fare la denuncia di furto o fosse meglio aspettare un paio di giorni l'eventuale (sperata) restituzione. Ma il tempo tiranno - per fortuna - me lo ha impedito.



Faccio i miei 10 minuti di tragitto maledicendo il ladro e indignandomi che "ora non si può più nemmeno lasciare una vecchia bici senza catena chiusa nel proprio palazzo senza che venga rubata" e così via.



Camminando sotto la pioggia di pessimo umore e, pensando al radicale cambiamento in peggio della mia vita futura,  arrivo finalmente alla stazione.



Con l'occhio investigatore scruto tutte le bici (l'avessero mai presa per un breve tratto!) quando.... vedo Yakiniku.



Ieri sono tornata a casa dal lavoro con l'altra bici e avevo completamente rimosso che la prima era rimasta parcheggiata alla stazione.







Mi sono sentita una completa idiota....



Gironzolando per Tokyo 1

Direi che ormai è addirittura inutile commentare la sporadicità con cui scrivo qui, quindi passerò direttamente oltre.

Mi son messa a gironzolare per la città, ormai da qualche tempo.

Sono stata spinta soprattutto da un libro che mi era stato segnalato, "21st Century Tokyo", in cui sono raccolti alcuni fra gli esempi più interessanti di architettura moderna a Tokyo.

Solo alcuni però, sfortunatamente.

Questo libro è strutturato proprio come una guida e raggruppa i vari palazzi per luoghi, aggiungendo una foto a tutta pagina in bianco e nero.

Diciamocelo, Tokyo è di persé bruttina, ma ogni tanto sorprende con costruzioni stranissime o molto decadenti che hanno un gran fascino.

Quindi metto su qualche foto, tanto per divulgare.

        

        

  

E questo invece è lo Sky Tree allo stato attuale della costruzione:



giovedì 12 agosto 2010

E il Giappone chiese perdono a mezza Corea.

Oggi è un grandissimo giorno.
Il primo ministro giapponese,  Naoto Kan ha chiesto scusa alla Corea del Sud per le azioni compiute dal suo Paese sin dal giorno dell'annessione.
Per un paese che ha sempre negato tutto direi che è uno dei passi avanti più grandi che ci potessero essere!
Anche se in passato il Giappone ha pagato un'indennità ai paesi da lui occupati (anche alla Corea, ovviamente), non aveva mai riconosciuto chiaramente di essere stato tanto tanto tanto tanto tanto malvagio e spietato.
Nel caso coreano ricordiamo le "donne di conforto" (donne prese con la forza e usate come schiave sessuali dei soldati giapponesi), la tentata totale cancellazione della lingua e civiltà coreane (fermata fortunatamente dalla sconfitta), l'uccisione della famiglia reale coreana (ecco perché c'è una repubblica!) ecc ecc ecc...
Vessazioni, discriminazioni eccetera che non sono ancora morte del tutto.

E quindi grandissimo applauso a Naoto Kan per le sue parole.





Questo articolo di AsiaNews spiega meglio di me la notizia:
Tokyo chiede scusa per il dominio coloniale della Corea