venerdì 29 ottobre 2010

Gironzolando per Tokyo 1

Direi che ormai è addirittura inutile commentare la sporadicità con cui scrivo qui, quindi passerò direttamente oltre.

Mi son messa a gironzolare per la città, ormai da qualche tempo.

Sono stata spinta soprattutto da un libro che mi era stato segnalato, "21st Century Tokyo", in cui sono raccolti alcuni fra gli esempi più interessanti di architettura moderna a Tokyo.

Solo alcuni però, sfortunatamente.

Questo libro è strutturato proprio come una guida e raggruppa i vari palazzi per luoghi, aggiungendo una foto a tutta pagina in bianco e nero.

Diciamocelo, Tokyo è di persé bruttina, ma ogni tanto sorprende con costruzioni stranissime o molto decadenti che hanno un gran fascino.

Quindi metto su qualche foto, tanto per divulgare.

        

        

  

E questo invece è lo Sky Tree allo stato attuale della costruzione:



giovedì 12 agosto 2010

E il Giappone chiese perdono a mezza Corea.

Oggi è un grandissimo giorno.
Il primo ministro giapponese,  Naoto Kan ha chiesto scusa alla Corea del Sud per le azioni compiute dal suo Paese sin dal giorno dell'annessione.
Per un paese che ha sempre negato tutto direi che è uno dei passi avanti più grandi che ci potessero essere!
Anche se in passato il Giappone ha pagato un'indennità ai paesi da lui occupati (anche alla Corea, ovviamente), non aveva mai riconosciuto chiaramente di essere stato tanto tanto tanto tanto tanto malvagio e spietato.
Nel caso coreano ricordiamo le "donne di conforto" (donne prese con la forza e usate come schiave sessuali dei soldati giapponesi), la tentata totale cancellazione della lingua e civiltà coreane (fermata fortunatamente dalla sconfitta), l'uccisione della famiglia reale coreana (ecco perché c'è una repubblica!) ecc ecc ecc...
Vessazioni, discriminazioni eccetera che non sono ancora morte del tutto.

E quindi grandissimo applauso a Naoto Kan per le sue parole.





Questo articolo di AsiaNews spiega meglio di me la notizia:
Tokyo chiede scusa per il dominio coloniale della Corea

martedì 3 agosto 2010

I fuochi d'artificio ad Asakusa, DI NUOVO!!!

Credo di aver ampiamente detto che adoro i fuochi d'artificio.
Mi sono riletta cosa avevo scritto l'anno passato per non essere noiosa e ripetitiva (e anche per rivedermi le foto, lo confesso).
Mentre la volta passata ci siamo preparate con grande cura, siamo andate prestissimo a prendere i posti per poter vedere i fuochi comodamente (fallendo nel modo più plateale possibile poiché dalla nostra postazione è risultato totalmente impossibile vedere anche la più piccola scintilla. Tutto era coperto senza pietà dal cavalcavia dell'autostrada), stavolta sono arrivata a fuochi già iniziati, di corsa dal lavoro, con un amico che sono miracolosamente riuscita a recuperare fra la folla.
Ma stavolta è stata tutta un'altra cosa.
Ci siamo visti i fuochi DAL TETTO DI CASA.  

Confesso di aver calcolato anche questo quando ho scelto quest'appartamento, ma cavoli, non credevo fosse così azzeccata!

Ovviamente ho azzeccato solo a metà. E quando mai? La metà di fallimento si è manifestata in un cartellone pubblicitario alto un paio di piani su un palazzo già non molto basso di per sé.
Questo simpaticissimo cartello - che era anche senza pubblicità al momento, quindi proprio messo lì a dar fastidio e basta - ha coperto perfettamente l'altra metà di fuochi, di cui noi abbiamo potuto vedere solo qualche bagliore fra il fumo che avevano prodotto. A volte verde, a volte rosso, a volte bianco..... Una bellezza mozzafiato, insomma.

Sorvoliamo il fatto che ogni volta che ci sono queste grandi 花火大会 (uhm... "feste dei fuochi d'artificio"? l'idea dei kanji è più o meno un "grande raduno per i fuochi d'artificio" o un grande agglomerato di fuochi da sparare....) ci siano DUE punti da cui i fuochi vengono sparati.
Parecchio lontani fra loro.
Il risultato è che:
a) se stai in mezzo passi un'ora e mezza nell'angoscia di perderti cose spettacolari dalla parte dove non stai guardando e continui a girare la testa in modo compulsivo per avere sempre una precisa idea di cosa stia avvenendo dal lato che al momento non hai scelto. Ovviamente a fine fuochi hai un torcicollo invidiabile e ti senti privato comunque di qualcosa di bello che poteva aggiungersi a quello che hai visto.
b) se hai uno dei lati coperti vedi sono pallidi baluginii di quel che accade liggiù e cerchi di spostarti fra la calca per riuscire a vederne almeno una parte. Inevitabilmente in questo modo qualche ostacolo ti copre totalmente o in parte i fuochi del lato di cui avevi una perfetta visuale. Consegue una sessione fra tutti quanti in cui si decide di tornare dove si era "così almeno uno ce lo vediamo per bene". Ovviamente bisogna essere impietosi verso la folla intorno e spingere fino a riconquistare il punto poc'anzi abbandonato forse un po' troppo a cuor leggero.

Mettersi il cuore in pace è fondamentale, quando si ha un lato coperto. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto noi, forte della nostra visuale   i n v i d i a b i l e.
Ordunque, ecco come si era sistemati e come furono i fuochi.
  (stella di fuocoooo!!!)            

       
 
E quando splinder deciderà di caricarlo, metterò un video....

sabato 31 luglio 2010

Lo Skytree, ovvero: siamo disposti a tutto per avere un palazzo molto alto.

Anche in Giappone giunge il digitale terrestre (alias 地デジ).
E per mettere in azione il digitale terrestre la mitica Torre di Tokyo non basta più con i suoi 330 e rotti metri.
Quindi che facciamo?
Ma una torre di 600 e passa metri nella zona est della città! 
Ovvio no?
Dopo un concorso in tutto il Paese per scegliere il nome di questa bellezza in cemento e il relativo battesimo come "Sky Tree", le pubblicità di questa nuova torre/antenna sono state messe un po' ovunque.
A quanto pare il progetto è quello di far sviluppare il lato Est della città che è rimasto per così dire indietro (leggi: città vecchia con molto fascino).
In pratica si vuole opporre al polo Shinjuku-Shibuya (Ovest e Sud-Ovest) la zona oltre Asakusa, subito passato il fiume.
Mah, speriamo bene.
Comunque, fatto sta che essendo così alto lo Sky Tree non può che essere terribilmente affascinante, come lo è qualunque cosa per cui ce ne dobbiamo stare a naso all'insù strizzando gli occhi per vederne la fine.
Martedì ho fatto una gitarella sul posto poiché avevo tempo libero ed è comunque a meno di 5 minuti in bici da casa...
                 

Purtroppo quando io sono andata l'altezza era 398 metri (come da foto)

A ieri era invece di ben 408 metri.
Non resta che attendere un paio d'anni per vederlo completo, oramai...


martedì 27 luglio 2010

L'eleganza del riccio

Mi sono riletta questo libro.
Mi era stato mandato dall'Italia come regalo di natale (che dire, non ti risparmi mai, Stregutta!) e lo avevo letto in un paio di giorni, lavoro permettendo.
Poi l'ho prestato.
Ora mi è ritornato e me lo sono riletto (idem, paio di giorni causa lavoro).
Libro bellissimo, straconsigliato.
Ma mi ha fatto salire una grande amarezza.
Di quelle con un retrogusto di delusione e disincantamento ormai definitivi e irrimediabili.

Perché?

Ma perché le protagoniste sognano un Giappone come lo sognavo io (insieme a buona parte dei miei compagni d'università, ne sono sicura).
Un mondo colmo di quell'estetica e quell'amore per l'arte, la natura e il dettaglio che tanto ci colpisce quando lo studiamo o ci capita di leggere qualcosa per caso.
Un luogo affascinante, in cui tutto è moderno ma è ancora profondamente radicato il passato. Che sta lì, custodito nei cuori dei suoi abitanti.
Ovviamente avevo sempre saputo che il Giappone era (ed ovviamente è) il tempio del consumismo più sfrenato e privo di senso. 
Devo dire che per quanto possa sembrare sciocco, leggere fumetti mi aveva introdotto perfettamente in questa società. Quando sono venuta la prima volta mi sono addirittura stupita di QUANTO fosse tutto come nei fumetti che leggevo o nei cartoni con cui ero cresciuta. Essere perfettamente a casa propria in un paese straniero.

E invece il giapponese medio è di una vuotezza sconfinata. Ci si rimane di stucco a parlare con loro.
Ora, io lo so che non tutti gli italiani sono acculturati, e che molti non sanno nulla e non gli interessa sapere qualcosa. Lo sappiamo bene... Ma mi aspetto, per esempio da una persona che studia legge, che abbia un minimo di cultura.
Lasciamo stare la conoscenza di cose relative all'Occidente ("Mozart? Ma chi, l'amico di Beethoven?" sic.). Nemmeno noi siamo cime con l'Oriente e tutte le sue cose. Ma almeno conoscere un minimo la propria cultura!
Lasciamo stare che qua i mondiali sono stati un'occasione per scoprire la geografia e l'esistenza di alcuni stati ("Ma lo sapete cos'ho scoperto? Che Uruguay e Paraguay sono in Sud America!!!!" - "eeeeeeeeh!! Davveroo???!" - "Sì, sì! E sono anche vicini!" sic.)

Purtroppo ormai la cultura giapponese secondo me è un privilegio di pochi. Ricchi. Che sono fuori dal sistema e lo controllano, dando ai loro figli un'educazione che li spinge ad amare la scoperta di tutto.
Loro e ovviamente le caste legate alla tradizione.


E comunque secondo me i film di Ozu sono noiosi. (che li debba rivedere?)