giovedì 3 novembre 2022

Un grande ritorno?

 Riesumo questo vecchio blog con l'intenzione di riportare un sacco di cose che ho scoperto sul Giappone nel periodo che va dalla fine degli anni Venti al secondo dopoguerra e in cui mi sono imbattuta durante la traduzione del mio secondo libro, presto in vendita. 

Ora, siccome io sono un po' maniacale, il libro in questione è strazeppo di note, ma qui posso aggiungere le immagini!!!


martedì 26 luglio 2022

Il Terremoto, Fukushima e la fuga

Andiamo un po' con ordine e cerchiamo di ricostruire le mie vicende a partire dall'11 marzo 2011.

Essendo stata licenziata, all'ora del terremoto ero bel bella a casa che lavoravo su internet.
La mia meravigliosa stanza al quinto (in nippia, quarto nel mondo reale) piano ha iniziato a scuotersi.
Siccome non mi spaventano un granché i terremoti in Giappone, me ne stavo tutta tranquilla a continuare ciò a cui ero intenta quando, improvvisamente, ho deciso che forse sarebbe stato meglio "abbandonare la nave". Gli eventi scatenanti di questo repentino cambio d'idee sono state le cadute di tv, lettore dvd, specchio, forno elettrico.
Ho deciso che forse era meglio andar via.
Sono uscita dal mio appartamento e ho sentito ciò che mi ha spaventato di più in tutta la mia esperienza diretta di questa catastrofe. Un rumore. Ero convinta fosse il suono provocato dagli altri abitanti del palazzo che correvano giù per la scala antincendio ("ah, come si spaventano facilmente!!") evidentemente - dal suono - fatta in metallo. Ho aperto la porta della suddetta scala e ho scoperto che non solo era deserta, ma era in cemento. Ho quindi realizzato che il frastuono che sentivo altro non era che l'ascensore che veniva sbattuto contro le pareti.

sabato 2 marzo 2013

Ritorno in Norvegia.

Sono passati ben Quattordici anni da quando visitammo la Norvegia, io e mia madre.
Era il mio primo viaggio in aereo e avevo 14 anni. A metà della mia vita attuale, potremmo dire.
Stavolta è tutta una cosa diversa. L'obiettivo è l'aurora boreale e il viaggio originariamente doveva essere in Finlandia... Diciamo che questo è stato un ripiego.
Un ottimo ripiego, finora!!
Siamo partiti il 26 mattina da Roma alla volta di Oslo. Da qui siamo saltati subito su un treno per un viaggetto di sei ore e qualcosa che ci ha portati fino a Trondheim, dove ci siamo imbarcati la mattina successiva.
E ora scrivo ancora dalla nave. Quattro giorni in mare in una nave mezza passeggeri mezza merci che arriverà sino a Kirkenes domattina per poi tornare indietro verso Bergern.
Ma noi no. Noi rimaniamo a Kirkenes per poi spostarci in Finlandia sul lago Inari.
Vedremo un po' come va. Unico punto fermo per ora è l'aereo da Oslo il 9...

mercoledì 18 luglio 2012

martedì 19 giugno 2012

Chiacchiere di strada in primavera

Finalmente è giunta la primavera!
Primavera sotto di me
Non lo dico troppo forte e non mi sbilancio fino a parlare d'estate perché non vorrei mai qualcuno mi sentisse e ricominciasse a piovere senza tregua...
Beh, visto che sono a spasso da quasi un mese ormai (il ristorante dove lavoravo ha chiuso), ogni tanto riesco a vincere la mia pigrizia e me ne vado in giro. 
Gli Europei di quest'anno contribuiscono, visto che non sono dotata di tv funzionante in camera e quindi tocca andare con gli amici al pub. 
Comunque la figata del vivere qui a nord è che il sole tramonta più o meno alle dieci meno un quarto e c'è ancora luce per buoni 20-30 minuti dopo.

Cambiando decisamente e vigorosamente argomento, mi piacciono un sacco i barboni londinesi.
L'altro dì, mentre aspettavo un'amica fuori da un supermercato con la mia fida bicicletta (per la cronaca: "Marocco"), il barbone seduto lì davanti ha attaccato bottone commentando il mio velocipede e confrontandolo con il suo, circa un metro più in là.
Ovviamente io ho colto la palla al balzo e, spostatami con tutto il veicolo, mi sono seduta accanto a lui a chiacchierare durante l'attesa. 
David, si chiamava.
Veniva dalla campagna, da una zona termale.
Dopo la domanda di rito "Che ci fai qui a Londra?" seguita dalla altrettanto rituale risposta "Cerco lavoro, come tutti" il primo commento del mio interlocutore è stato: "Giusto, auguri. Ma stai attenta quando trovi il lavoro che paghino per bene le tue tasse e i contributi, guarda che è una cosa importante!"
Poi la conversazione è andata avanti ancora un po' finché la mia amica non è uscita (in realtà nonostante fossi esattamente lì davanti mi ha dovuta cercare un po' perché non si aspettava che mi fossi seduta accanto al barbone a chiacchierare) e sono dovuta andare via.

I barboni di Londra sono diversi.
Hanno un atteggiamento simpatico e interessante. La maggior parte (io parlo del centro però, eh! Poi non so più fuori com'è) è abbastanza giovane e mediamente pulita (per un barbone, eh).
 Un sacco di volte ho desiderato fermarmi a fare due chiacchiere e sono sicura che siano persone piacevoli. 
Sono sicura che dopo questo primo approccio, dopo che per la prima volta ho strappato questo telo che impedisce i contatti, me ne farò ancora parecchie, di chiacchierate.
Anche in Giappone avrei molto voluto fermarmi a parlare con in barboni (dietro casa mia era strapieno), ma lì erano palesemente troppo chiusi. Sono convinta che mi avrebbero ignorata o mi avrebbero risposto male o con ben poca fiducia. Peccato...

Qui di seguito, la sede dell'Observer dietro King's Cross Station.

The Observer