mercoledì 4 febbraio 2009

Gita a Mito

Mito...

Sono andata a Mito il 19 gennaio, pur di sfruttare ancora una volta il biglietto a forfait della JR che scadeva il 20. Quello che ti fa prendere SOLO i treni normali e che quindi mi aveva portato a Osaka e Nara in sole 9 ore e mezza.

Quindi, dopo aver lavorato il 18 sera, me ne sono andata a casetta e mi sono messa a sfogliare la Lonely Planet.

Cercare un posto vicino ma non troppo, con possibilmente una cosa da vedere e soprattutto dove non sono mai andata prima. Il punto potendo tornare a Tokyo in tempo per andare a scuola.

La scelta quindi è caduta su Mito. 2 ore di viaggio, verso Nord (ultimamente sempre a Sud, andiamo....) e mai vista prima. Lì c'è uno dei tre giardini più importanti del Giappone, il Kairakuen.

Quindi:

alle 4.30 sono uscita di casa e mi sono incamminata verso la stazione (sì, senza dormire).

Ho preso i miei bei treni e ho fatto i miei bei cambi.

Gli ultimi treni erano affollati oltre ogni dire di salary-man e studenti, essendo io arrivata a Mito alle 7.40 del mattino.

Mi hanno fatto una grandissima impressione, a essere sincera.

Soprattutto a una stazione in cui stavano tutti salendo le scale per andare all'uscita o a un altro binario. Studenti, studentesse, salary-man o Office-Lady, erano tutti vestiti di nero, a testa bassa, che si muovevano con disperata rassegnazione ad un orario del mattino che dovrebbe vedere queste categorie di persone ancora nei loro letti caldi, a mio avviso.

Per la prima volta mi è sembrato di essere dentro Metropolis di Friz Lang, quando gli operai vengono mandati giù a lavorare come se fossero bestie...

lo stato d'animo e il modo di camminare erano davvero gli stessi, lo posso assicurare.

Comunque, Mito di per sé non ha molto. Il giardino, ecco.

Ma il giardino è fantastico!

Sono arrivata lì alle 8.30 del mattino, con molta calma dopo una colazione al mac, visto che era l'unica cosa aperta prima delle 9 e che avevo una forte necessità di caffè...

Eravamo io e il giardino. Basta.

Anzi, il giardino è arrivato cogliendomi alla sprovvista oserei dire.

Io me ne trotterellavo bel bella nelle stradine soleggiare indicatemi dall'autista dell'autobus che avevo preso alla stazione, quando giro un angolo e mi trovo immersa in un film di Tim Burton: alberi spogli, nebbia, silenzio, nessuna figura umana nel raggio di parecchio spazio.

          

MERAVIGLIOSO

Sono sicura che a un'altra ora non sarebbe mai stato così.

Quindi, tutta affascinata, ho passeggiato con calma fra i prugni che stavano per fiorire e già mostravano i primi fiori.

      

Ad un certo punto, mentre mi beavo di tutto ciò, la pace, la solitudine e ciò che avevo intorno, è spuntato un anziano signore su un motorino lentissimo che ha attraversato il viottolo perpendicolare al mio e è andato oltre.

sono rimasta troppo di stucco!

Comunque cammina cammina mi sono vista tutta la parte più immediata del parco che ho scoperto essere in cima a una collina da cui si poteva vedere da lontano il resto (troppo grande per visitarlo, il treno era alle 11).



Quindi, giretto e mi sono diretta verso la villa giapponese che si trova nel parco.

Avevano appena aperto e i bigliettai mi hanno guardato abbastanza stupiti... sono arrivata proprio per prima!

Preso il mio biglietto e le cartoline gentilmente offerte, sono entrata.

Degli operai stavano aggiustando il vialetto raspando nel modo più rumoroso possibile. Questo dolce suono mi ha ovviamente accompagnata per tutta la mia visita della villa, finendo appena io ne sono uscita...

Comunque, anche la villa, meravigliosa.

            

Calcolando sempre che ero da sola, avevo un sacco di tempo, tutte le spiegazioni erano anche in inglese, e me ne potevo girare per tutte le stanze, fermarmi a godere il paesaggio dal secondo piano ecc ecc.



Dopo la villa ho continuato a passeggiare nel parco andando al boschetto di bambù e poi tornandomene per la mia strada (sempre occhio all'orologio).

   

Quindi mi sono fermata nei posti che avevo visto dall'autobus e che avevo deciso di visitare tornando a piedi fino in stazione.

Un tempio di per sé insignificante ma con un'interessante entrata molto in stile indiano, un murales.

     



Ma, camminando verso il murales, ho visto QUESTO:

     

io non credevo che esistessero DAVVERO palazzi così!

Cioè, con questa forma sì, ci sono grattacieli che la ricordano molto, la questo era apparentemente di metallo!

È spuntato dal nulla, da dietro un palazzo, mentre io camminavo beatamente guardandomi attorno.

Ho sofferto terribilmente a non poterlo andare a vedere da vicino!

Ma ciò mi riporterà di sicuro a Mito, anche perché voglio vedere il giardino in fiore....



(ovviamente poi treno, scuola, lavoro.... -__-)

1 commento:

  1. utente anonimo22 marzo 2009 20:01

    Mito non è il paese dove vive Tomita San?
    i.

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